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ORIGINI
E SVILUPPO DEL BASKET IN CARROZZINA
L'INIZIO
Il Basket in carrozzina nasce negli Stati Uniti dopo la Seconda
Guerra Mondiale negli Opsedali Militari; i medici ed i terapisti
pensarono che far praticare sport a coloro che erano rimasti invalidi
di Guerra, potesse essere un buon metodo per riabilitarli e reinserirli
nella società.
In
un primo momento il Basket in carrozzina si sviluppò esclusivamente
negli Ospedali Militari ma, in seguito, prese piede anche nei Centri
di riabilitazione di tutto il Nord America.
Lo
sviluppo del Basket in carrozzina a livello mondiale, si ebbe quando
gli Stati Uniti invitarono disabili di altri Paesi nei loro centri
per far conoscere questo sport.
OGGI
NEL MONDO
Oggi giorno il Basket in carrozzina è presente ovunque ma
è più diffuso in quei Paesi in cui sono state o ci
sono ancora guerre (ex Jugoslavia, Israele) e sono queste le Nazioni
che hanno le squadre più forti al mondo.
Il
Basket in carrozzina, esattamente come quello in piedi, ha i Campionati
del Mondo, gli Europei ed è uno sport Olimpico alle Paraolimpiadi.
EUROPA
E ITALIA
A differenza degli altri Paesi europei, in Italia il Basket in carrozzina
non è molto sviluppato (in Francia vi sono più di
100 squadre mentre in Italia solamente 30).
Questo
è principalmente dovuto al fatto che in Italia, oltre ad
esserci poche strutture adeguate, è molto difficile far venire
i disabili nelle palestre non solo per praticare questo sport, ma
anche tutti gli altri.
LA
LIGURIA
In Liguria, come già accennato, il Lloyd Italico è
l'unica formazione di Basket in carrozzina e le palestre idonee
ai disabili sono davvero poche: tra queste la Palestra Provinciale
di Quarto, quella di via Cagliari 1 e quella di Lago Figoi sopra
a Borzoli, la meglio attrezzata.
A
ciò si aggiunge che nella nostra Regione non ci sono molte
Società che svolgono attività sportive per portatori
di handicap; ciò è dovutom in parte alla conformazione
geografica del territorio estremamente impervio anche per i normodotati
(barriere architettoniche che impediscono gli spostamenti), in parte
alla difidenza nei confronti dello sport per disabili.
Nonostante
ciò, abbiamo portatori di handicap di grande valore come
il velista Marco Trubiglio di Alassio, giunto decimo alle recenti
Paraolimpiadi di Sidney, dove l'Italia ha ottenuto medaglie e soddisfazioni.
Sono
poci casi che devono far riflettere sul lavoro di sensibilizzazione
che c'è ancora da fare per abbattere anche le barriere "mentali"
e coinvolgere sempre più disabili a praticare attività
sportive.
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